top of page

Vestirsi è molto più che indossare dei vestiti: come accompagnare i bambini verso l’autonomia

alibertielisa
27 lug
Tempo di lettura: 3 min

Tra le attività di vita quotidiana (Activities of Daily Living ;ADL), la vestizione e la svestizione rappresentano una delle prime grandi conquiste di autonomia del bambino. Imparare a vestirsi non significa semplicemente infilare una maglietta o un paio di pantaloni: è un’attività complessa che coinvolge competenze motorie, cognitive, percettive e sensoriali.Per riuscire a vestirsi in autonomia, infatti, il bambino deve mettere in gioco numerose abilità: la pianificazione motoria (prassie), cioè la capacità di ideare, organizzare ed eseguire una sequenza di movimenti, la coordinazione bilaterale, il controllo posturale, la conoscenza del proprio corpo, le capacità percettive, l’orientamento spaziale e l’attenzione. Quando una o più di queste competenze sono ancora immature, vestirsi può diventare un’attività impegnativa e fonte di frustrazione, sia per il bambino sia per l’adulto che lo accompagna.Proprio per questo motivo è importante ricordare che il percorso verso l’autonomia non inizia quando ci aspettiamo che il bambino si vesta da solo, ma molto prima. Già intorno ai 18-24 mesi possiamo iniziare a coinvolgerlo nell’attività chiedendogli di partecipare: infilare un braccio nella manica, porgere una gamba per i pantaloni, togliersi un calzino o spingere fuori il braccio dalla maglietta. In terapia occupazionale parliamo di co-partecipazione, un concetto fondamentale perché permette al bambino di sentirsi parte attiva dell’attività, costruendo gradualmente competenze e fiducia nelle proprie capacità.Spesso, però, pensiamo di allenare queste abilità soltanto durante il momento della vestizione, magari quando stiamo uscendo di casa e il tempo è poco. In realtà il contesto migliore per apprendere è il gioco. Le competenze motorie si sviluppano più facilmente quando il bambino è libero di sperimentare, senza la pressione del risultato. Lasciamo quindi spazio ai travestimenti, ai giochi simbolici e alla curiosità. Indossare i vestiti della mamma o del papà, infilarsi una maglietta al contrario, mettere due cappelli uno sopra l’altro o provare a togliersi e rimettersi calzini e pantaloncini rappresentano esperienze preziose. Non è importante che il gesto sia corretto: è proprio attraverso i tentativi, gli errori e le continue prove che il bambino costruisce nuove strategie motorie e affina le proprie prassie.Quando invece arriva il momento della vestizione vera e propria, possiamo rendere l’attività più prevedibile e meno complessa organizzando l’ambiente. Una strategia semplice ma molto efficace consiste nel preparare gli indumenti già nell’ordine in cui verranno indossati, disponendoli ad esempio sul letto: prima la maglietta, poi i pantaloni, successivamente le calze e infine gli altri capi. In questo modo il bambino ha un riferimento visivo chiaro e la sequenza delle azioni diventa più facile da comprendere e ricordare. Anche la scelta degli indumenti può fare una grande differenza. Nelle prime fasi è preferibile utilizzare vestiti morbidi, elastici e facili da manipolare: pantaloni con l’elastico, magliette con il collo ampio, pantaloncini, calze morbide e scarpe con chiusure semplici. Per questo motivo l’estate rappresenta spesso il periodo ideale per iniziare a promuovere l’autonomia nella vestizione: gli indumenti sono più leggeri, richiedono meno passaggi e rendono l’intera attività meno sfidante e più gratificante.Come adulti siamo chiamati ad accompagnare il bambino senza sostituirci a lui. Aiutare non significa fare al suo posto, ma offrirgli il tempo necessario, proporre il giusto livello di supporto e lasciare spazio anche agli errori. Ogni tentativo rappresenta un’opportunità di apprendimento e ogni piccolo successo contribuisce a costruire il senso di competenza e di autonomia.

In fondo, vestirsi non è soltanto un gesto quotidiano. È un’attività che permette al bambino di conoscere il proprio corpo, organizzare i movimenti, sviluppare fiducia nelle proprie capacità e sperimentare, giorno dopo giorno, il piacere di riuscire a fare qualcosa sempre più da solo. Ed è proprio attraverso queste piccole conquiste quotidiane che si costruisce una delle competenze più importanti della crescita: l’autonomia.


 
 
 

Commenti


bottom of page